Quante ore deve dormire un bambino? Capire il suo reale bisogno di sonno

Quando cerchi informazioni su quante ore deve dormire un bambino, probabilmente trovi subito tabelle del sonno, grafici e schemi che indicano un numero preciso di ore per ogni età.

E magari inizi a fare confronti.

“Il mio bambino dorme abbastanza?”

“Perché fa pisolini più brevi degli altri?”

“Se non raggiunge quelle ore significa che dorme poco?”

Le tabelle possono essere un riferimento utile, ma c'è una cosa importante da ricordare: ogni bambino ha un proprio bisogno di sonno.

Le ore indicate nelle tabelle rappresentano intervalli e valori di riferimento. Non significano che tutti i bambini della stessa età debbano dormire esattamente lo stesso numero di ore.

Alcuni hanno naturalmente un bisogno di sonno maggiore, altri un bisogno di sonno minore.

Per capire quanto dovrebbe dormire davvero il tuo bambino, quindi, non basta guardare l'orologio.

Bisogna osservare lui.

Fabbisogno di sonno dei bambini: perché non è uguale per tutti

Due bambini della stessa età possono avere ritmi differenti ed essere entrambi perfettamente riposati.

Uno può avere bisogno di più sonno nelle 24 ore, mentre un altro può stare bene con una quantità inferiore.

Per questo preferisco considerare le indicazioni sul fabbisogno di sonno per età come una cornice, non come un obiettivo da raggiungere a tutti i costi.

Il dato più interessante non è soltanto:

“Quante ore ha dormito?”

ma anche:

“Come sta quando è sveglio?”

Come capire se il bambino dorme abbastanza

Il comportamento durante la giornata può darti molte informazioni.

Un bambino che riposa in modo adeguato per le proprie necessità tende generalmente ad avere momenti in cui appare:

  • sereno;

  • curioso;

  • attento all'ambiente;

  • disponibile all'interazione;

  • energico in relazione alla propria età;

  • capace di affrontare abbastanza bene i periodi di veglia.

Al contrario, un bambino che non sta riposando abbastanza potrebbe mostrare frequentemente:

  • irritabilità;

  • pianto;

  • difficoltà ad affrontare la veglia;

  • agitazione;

  • forte stanchezza;

  • difficoltà nell'addormentamento;

  • sonno molto frammentato.

Attenzione, però: un singolo segnale non basta per stabilire che un bambino dorme troppo o troppo poco.

Bisogna osservare il quadro complessivo e, soprattutto, ciò che accade per più giorni.

Bambino con basso bisogno di sonno: come riconoscerlo?

Alcuni bambini hanno naturalmente un basso bisogno di sonno.

Questo non significa che non abbiano bisogno di dormire.

Significa che, all'interno della normale variabilità individuale, possono stare bene con una quantità di sonno inferiore rispetto ad altri bambini della stessa età.

Un bambino con un bisogno di sonno relativamente basso potrebbe:

  • tollerare bene periodi di veglia più lunghi;

  • essere sereno e attivo durante la giornata;

  • impiegare molto tempo ad addormentarsi quando il sonno viene proposto troppo presto;

  • rifiutare sistematicamente un pisolino pur mantenendo un buon equilibrio;

  • avere un fabbisogno complessivo inferiore rispetto alle medie riportate nelle tabelle.

La cosa importante è distinguere questo quadro dalla sovrastanchezza.

Basso bisogno di sonno o bambino troppo stanco?

È una distinzione importante.

Un bambino molto stanco può sembrare improvvisamente pieno di energia.

Può correre, agitarsi, ridere, opporsi alla nanna e dare l'impressione di non avere affatto sonno.

Per questo non mi baserei soltanto sulla sua resistenza all'addormentamento.

Osserverei anche:

  • come è stato durante il resto della giornata;

  • quanto ha dormito nelle 24 ore;

  • la qualità dei pisolini;

  • come si comporta prima della nanna;

  • come dorme durante la notte;

  • come si sveglia al mattino.

Ed è proprio qui che uno strumento molto semplice può diventare prezioso.

Il diario del sonno: uno strumento per capire il vero ritmo del bambino

Tenere un diario del sonno del bambino per alcuni giorni permette di osservare il suo ritmo con molta più chiarezza.

Puoi annotare:

  • orario del risveglio mattutino;

  • inizio e fine dei pisolini;

  • orario della nanna serale;

  • risvegli notturni;

  • modalità di addormentamento;

  • segnali di sonno;

  • umore durante la giornata;

  • eventuali cambiamenti o giornate particolari.

Dopo qualche giorno possono emergere schemi che, osservando una giornata alla volta, sono molto più difficili da riconoscere.

Potresti accorgerti, per esempio, che le giornate in cui il secondo pisolino è più breve coincidono sistematicamente con una nanna anticipata.

Oppure che quando proponi il sonno troppo presto l'addormentamento dura molto più a lungo.

Il diario non serve a controllare ogni minuto della giornata.

Serve a osservare meglio.

Quante ore deve dormire un bambino in base all'età?

Il fabbisogno di sonno cambia progressivamente con la crescita.

In generale, più il bambino cresce, meno sonno complessivo avrà bisogno nell'arco delle 24 ore.

Le indicazioni internazionali vengono normalmente espresse come sonno complessivo nelle 24 ore, comprendendo sonno notturno e pisolini.

Non è quindi necessario che ogni singolo pisolino raggiunga una durata prestabilita.

Un bambino può distribuire il proprio sonno in modo diverso da un altro.

Ed è proprio per questo che considero le tabelle un punto di partenza, non un traguardo.

Quanto deve durare un pisolino?

È una delle domande che ricevo più frequentemente.

La risposta è: dipende.

Dipende da:

  • età;

  • numero di pisolini;

  • quantità di sonno notturno;

  • momento della giornata;

  • sviluppo;

  • bisogno individuale di sonno.

Un pisolino breve non è automaticamente un pisolino sbagliato.

Soprattutto nei primi mesi, i sonnellini possono avere durate molto variabili.

Con la crescita alcuni pisolini iniziano a consolidarsi e il sonno diurno tende progressivamente a organizzarsi.

Piuttosto che chiederti soltanto:

“Quanto dovrebbe durare?”

prova a osservare:

“Come si sveglia?”

Se il bambino si sveglia tranquillo, riposato e riesce a sostenere bene la veglia successiva, quel pisolino potrebbe essere stato sufficiente per lui.

Se invece si sveglia ancora molto stanco, irritabile e mostra nuovamente segnali di sonno dopo pochissimo tempo, potrebbe aver avuto bisogno di riposare più a lungo.

Cosa sono le finestre di veglia?

La finestra di veglia è il periodo che intercorre tra un risveglio e il sonno successivo.

Comprende tutto ciò che accade mentre il bambino è sveglio:

poppata, gioco, cambio, passeggiata, coccole e routine della nanna.

Le finestre di veglia del bambino tendono ad allungarsi con la crescita.

Un neonato riesce a sostenere periodi di veglia relativamente brevi, mentre un bambino più grande può rimanere sveglio progressivamente più a lungo.

Ma anche qui c'è un punto fondamentale:

la finestra di veglia non è un timer.

Finestre di veglia e segnali di sonno: cosa conta di più?

Le finestre possono aiutarti a sapere indicativamente quando iniziare a osservare il bambino.

Non dovrebbero però sostituire l'osservazione.

Due bambini della stessa età potrebbero avere finestre di veglia differenti.

E anche lo stesso bambino potrebbe averne di diverse nella stessa giornata.

La durata della veglia può infatti essere influenzata da:

  • qualità del sonno precedente;

  • durata del pisolino;

  • stimolazione;

  • attività;

  • fase di sviluppo;

  • malessere;

  • giornata particolarmente intensa;

  • bisogno individuale di sonno.

Per questo preferisco utilizzare insieme finestre di veglia + segnali di sonno + andamento generale della giornata.

Come riconoscere i segnali di sonno

I segnali possono essere diversi da bambino a bambino.

Potresti osservare:

  • sguardo perso;

  • diminuzione dell'interazione;

  • minore interesse verso giochi e persone;

  • maggiore richiesta di contatto;

  • occhi arrossati;

  • movimenti meno organizzati;

  • sbadigli;

  • irritabilità.

Con il tempo imparerai a riconoscere quelli tipici del tuo bambino.

Ed è proprio questo il punto: non devi imparare soltanto una tabella. Devi imparare a leggere lui.

Alto bisogno di sonno e basso bisogno di sonno

Possiamo immaginare il fabbisogno individuale come uno spettro.

Bambino con alto bisogno di sonno

Potrebbe:

  • mostrare segnali di stanchezza prima;

  • avere bisogno di pisolini più lunghi;

  • tollerare meno bene finestre di veglia prolungate;

  • avere bisogno di una quantità complessiva di sonno maggiore.

Bambino con basso bisogno di sonno

Potrebbe:

  • sostenere serenamente veglie più lunghe;

  • avere pisolini più brevi;

  • dormire complessivamente meno;

  • rimanere comunque sereno, attivo e riposato.

Nessuno dei due sta necessariamente dormendo “meglio”.

Hanno semplicemente bisogni diversi.

Attenzione all'età corretta nei bambini prematuri

Se il bambino è nato prematuramente, può essere importante considerare anche l'età corretta, soprattutto quando si osservano sviluppo e tappe evolutive nei primi anni.

Per esempio, se un bambino è nato quattro settimane prima e ha quattro mesi di età cronologica, la sua età corretta sarà di circa tre mesi.

Questo permette di interpretare il suo sviluppo senza aspettarsi che segua necessariamente gli stessi tempi di un bambino nato a termine nello stesso giorno.

Non inseguire il sonno perfetto

Uno degli errori più facili da fare è trasformare tutte queste informazioni in un'altra fonte di pressione.

“Dovrebbe dormire 14 ore.”

“La finestra dovrebbe essere due ore.”

“Questo pisolino doveva durare almeno un'ora.”

Ma tuo figlio non conosce quella tabella.

E soprattutto non deve adattarsi perfettamente a un numero per dormire bene.

Le indicazioni servono a orientarti.

Poi arriva la parte più importante:

osservare il bambino che hai davanti.

Ogni bambino ha il suo ritmo

Il sonno non si misura soltanto contando le ore.

Si osserva anche attraverso il benessere del bambino.

Un buon ritmo è quello che permette al tuo bambino di dormire abbastanza per il proprio bisogno e di vivere serenamente i periodi di veglia.

Per trovarlo servono osservazione, flessibilità e tempo.

Osserva. Annota. Cerca gli schemi. E usa le tabelle come bussola, non come sentenza.

Perché l'obiettivo non è far dormire tuo figlio quanto “dovrebbe”.

È capire quanto sonno serve proprio a lui per stare bene.

Vuoi capire qual è il reale bisogno di sonno del tuo bambino?

Se hai la sensazione che il tuo bambino dorma troppo poco, troppo o che le sue giornate non abbiano ancora trovato un equilibrio, possiamo partire proprio dall'osservazione della vostra situazione.

Con la Consulenza Orientativa analizziamo insieme il sonno del tuo bambino e ti do indicazioni mirate per capire quali aspetti possono essere modificati e quali, invece, fanno semplicemente parte del suo ritmo individuale.