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Chi sono
Sono Irene, mamma e consulente del sonno infantile
Quando ho iniziato questo lavoro non volevo semplicemente aiutare i bambini a dormire meglio.
Volevo aiutare le famiglie a non sentirsi più perse davanti al sonno del proprio bambino.
Perché dietro una notte difficile non c'è solo un bambino che si sveglia.
C'è una mamma stanca.
Ci sono dubbi, tentativi, sensi di colpa.
E spesso c'è la paura di stare sbagliando qualcosa.
Lo so perché, prima di essere una consulente del sonno, quella mamma sono stata io.
Come nasce Ninna o
Molto prima di diventare mamma ho capito quanto fosse importante per me prendermi cura degli altri.
Durante un viaggio in Africa mi colpì soprattutto una cosa: quanto può fare la differenza sentirsi accolti e ascoltati.
Anni dopo sono diventata mamma di Francesco.
E improvvisamente sono stata io ad avere bisogno di sentirmi ascoltata.
Avevo immaginato la maternità in un modo.
La realtà era molto diversa.
Mi sentivo inadeguata, sola e piena di dubbi.
Pensavo che avrei saputo naturalmente cosa fare.
Che avrei capito subito mio figlio.
Che certe cose sarebbero state più semplici.
E invece mi ritrovavo spesso a chiedermi:
“Perché per le altre sembra così naturale e per me no?”
Cercavo risposte ovunque.
Ma più cercavo di fare tutto “nel modo giusto”, più avevo la sensazione di sbagliare.
E nella fatica di inseguire ciò che Francesco avrebbe dovuto fare, a un certo punto mi sono accorta di qualcosa che mi faceva ancora più male:
mi sentivo disconnessa da lui.
Ero così concentrata su come avrebbe dovuto dormire e su quello che avrei dovuto fare io, che facevo fatica ad ascoltare ciò di cui avevamo davvero bisogno noi.
È stato lì che qualcosa è cambiato.
Ho iniziato a studiare il sonno infantile e ho scoperto che molte delle aspettative con cui ero diventata mamma non erano realistiche.
Francesco non aveva bisogno di essere “aggiustato”.
E io non avevo bisogno dell'ennesima regola da seguire.
Avevo bisogno di comprendere mio figlio.
E di tornare a fidarmi di me come mamma.
Da quell'esperienza, insieme al desiderio che avevo sempre avuto di aiutare gli altri, è nata Ninna o.
Ed è anche per questo che oggi, prima di parlare di sonno, voglio conoscere la famiglia che ho davanti.
Perché un bambino non è un problema da risolvere.
E una mamma non è qualcuno a cui dire semplicemente cosa fare.
Quello che voglio per la tua famiglia
Oggi voglio essere per altre mamme ciò di cui io avrei avuto bisogno allora.
Non voglio semplicemente aiutare tuo figlio a dormire meglio.
Voglio aiutarti a uscire da quella sensazione di dover continuamente provare qualcosa di nuovo.
A capire cosa sta succedendo quando il sonno cambia.
A sapere cosa fare senza cercare ogni volta una nuova risposta online.
A fare delle scelte senza chiederti continuamente se stai sbagliando.
E soprattutto, a tornare a guardare tuo figlio senza vedere soltanto il suo sonno.
Perché quando inizi a comprenderlo, cambia anche il modo in cui vivi le difficoltà.
Hai una direzione.
Sai cosa osservare.
Sai quando intervenire e quando aspettare.
E quando tuo figlio cresce e qualcosa cambia, sai da dove ripartire.
Il mio obiettivo non è renderti dipendente da me.
È accompagnarti finché sarai tu a sentirti più sicura nel comprendere il tuo bambino e nelle scelte che fai per lui.
Vuoi capire se posso aiutare la tua famiglia?
Non devi sapere già quale percorso scegliere.
Raccontami cosa state vivendo.
Durante una chiamata conoscitiva gratuita di 20 minuti ascolterò la vostra situazione e capiremo insieme se e come posso aiutarvi

